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“Invasioni barbariche”

18/05/2021

Cemento, acciaio… Nessun materiale da costruzione è indistruttibile, perché niente è esente dal processo di decomposizione. Il legno non fa eccezione e un suo grande nemico sono gli insetti xilofagi. Avere a che fare con loro non è mai piacevole, ma se si tratta di termiti è davvero importante sapere come comportarsi per preservare il proprio edifico in legno

Vivono in colonie molto numerose e la loro società si divide in tre caste: operaie, soldati e riproduttori. Non stiamo parlando di una civiltà del passato, ma di termiti, uno degli insetti più temibili per il legno. Le termiti, infatti, lo distruggono dall’interno, scavando le caratteristiche gallerie nella direzione delle fibre. La superficie del legno appare intatta, per cui è difficile riconoscere un attacco. In linea generale ci sono degli accorgimenti che è importante seguire per limitare l’attacco di questi insetti. Innanzitutto, alla base dell’edificio deve essere presente una lastra continua di calcestruzzo progettata in modo che l’ampiezza delle fessure non superi 1mm. I canali di penetrazione degli impianti devono essere sigillati con malta antiritiro oppure essere facilmente ispezionabili. Lo zoccolo di fondazione deve essere sollevato da terra per almeno 15 cm. Niente però è così efficace contro questi ed altri “Xilofagi” come un giusto livello termoigrometrico dei luoghi che accolgono gli elementi lignei. Il legno deve essere mantenuto asciutto, perché l’umidità è l’elemento che favorisce la proliferazione delle termiti.

È infatti il processo di decomposizione, conseguente all’attacco fungino, a rendere il materiale facilmente aggredibile ed è dunque l’attenzione alle condizioni di esercizio delle strutture la migliore arma contro tutti gli insetti. Ancora una volta, è la “bontà” del progetto e la correttezza ed accortezza dell’esecuzione che conferisce durabilità ai manufatti lignei. Naturalmente vi sono altri trattamenti preventivi che possono essere eseguiti, come ad esempio l’impregnazione, oppure i trattamenti superficiali a pennello per le specie legnose non impregnabili. Sostanze come la permetrina o i sali di boro, riescono a penetrare per qualche millimetro, quanto basta per uccidere la larva quando nasce, visto che l’uovo generalmente si trova in prossimità della superficie del legno. Sinceramente non vediamo coerenza tra la grande opportunità offerta dalle strutture in legno alla miglior conservazione della natura e l’uso di sostanze come quelle sopra menzionate.

                                           

Ogni buon progettista, ogni buona azienda del settore sapranno dire no a proposte che prevedano l’impiego in ambienti non appropriati della materia legno. È infatti dimostrato che le problematiche legate alle invasioni di termiti o altri insetti, non sono proprie degli edifici in legno in quanto tali, esse, per lo più sono invece generate da falle del processo ideativo e realizzativo della struttura. La visione progettuale di una casa in legno deve essere ampliata e deve comprendere, oltre la sua costruzione, anche la successiva manutenzione; ne sono quindi coinvolti non solo i costruttori, ma anche i futuri utilizzatori che non possono esimersi da un corretto uso e manutenzione della stessa. È chiaro che rispetto al passato, oggi chiediamo molto di più agli edifici in legno; devono avere capacità “attive”, prestazioni termiche particolari, anche, tra le altre cose, per rispondere ai cambiamenti climatici. Le prestazioni richieste, a volte, ignorano le conseguenze in termini di flussi di calore e vapore, generando infiltrazioni o altri problemi legati appunto alle invasioni di insetti.

In sostanza, non è cambiato il legno, ma sono cambiati i tempi, ovvero quello che ci attendiamo dai nostri spazi. Programmi di manutenzione e controllo che sono (sarebbero) d’obbligo in ogni tipo di costruzione, qualsiasi sia il materiale strutturale adottato, possono garantire la difesa da questi attacchi. Se osservate con cura, le tre istanze: progetto, esecuzione, controllo, il problema degli xilofagi è (alle nostre latitudini) di minima consistenza e di pronta soluzione.

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